Durante il Circular Fashion Summit 2020 organizzato da Lablaco e andato in scena virtualmente al Grand Palais di Parigi il 3 e 4 ottobre, PwC ha presentato i dati sui consumi post Covid-19. Secondo il report l'emergenza ha impattato negativamente sulla fiducia dei consumatori trasformando le loro abitudini d’acquisto: il 40% circa dei 4,500 intervistati post pandemia da PwC a livello mondiale ha registrato una riduzione di reddito e il numero di chi spenderà per gli acquisti meno dello scorso anno è raddoppiato, passando dal 19 al 36%. A livello mondiale l’impatto maggiore si registra nel settore moda e calzature con il 51% dei consumatori che ridurrà la spesa, seguito da attrezzature sportive outdoor (46%), ristoranti & food delivery (41%), strumenti da ufficio (36%) e prodotti per la salute e bellezza (35%). Trasparenza, sostenibilità e coscienza sociale sono diventati i valori maggiormente ricercati dai consumatori. Le aziende che raccoglieranno i maggiori frutti sono quelle che hanno stabilito un legame di fiducia con il consumatore, hanno investito in un percorso di acquisto dei clienti end-to-end senza intoppi e danno priorità alla salute e alla sicurezza. Per quanto riguarda la moda – emerge sempre dalla ricerca - il settore non tornerà più quello che era: i comportamenti, le preferenze e i cambiamenti di mentalità che le persone hanno adottato durante la pandemia porteranno a cambiamenti permanenti, tra cui l’accelerazione nell'ecommerce e l'aumento della domanda di marchi orientati alla moda sostenibile. Su questo ultimo fronte i consumatori guardano sempre più alle politiche dei propri governi (e si aspettano da loro un contributo determinante nell'incoraggiare comportamenti sostenibili) e danno maggiore attenzione a quanto viene fatto dai brand che a loro volta devono collaborare con le istituzioni e la collettività per incentivare comportamenti più virtuosi. Ci si aspetta che le aziende ripensino l'intera supply chain con investimenti più ampi e di maggiore impatto. Quelli in marketing e beneficenza non bastano più per la reputazione dei brand. La ricerca ha mostrato un chiaro senso di dovere civico: i consumatori che vivono in città sono consapevoli della necessità di ridurre l'uso della plastica e si aspettano che i brand facciano lo stesso. Anche prima della pandemia il 45% degli intervistati nel mondo affermava di evitare l'uso della plastica quando possibile, il 43% si aspettava che le aziende fossero responsabili del proprio impatto ambientale e il 41% si aspettava che i retailer eliminassero i sacchetti di plastica e imballaggi per articoli deperibili. Anche dopo la pandemia da Covid-19, i clienti sono alla ricerca di prodotti etici, naturali e sostenibili e nella stragrande maggioranza sono anche disposti a riconoscere un premium price. Millennials e GenZ vogliono fare scelte informate e responsabili, per questo cercano informazioni sulla sostenibilità e l’impatto sociale di un brand. Per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni di PwC sui consumatori, l’etichetta ha superato i social media come mezzo più efficiente per comunicare queste informazioni. Inoltre come “impegno personale” per contribuire ad un mondo più pulito i giovani sono sempre più disponibili all'idea di affittare e condividere a partire da: auto, prodotti tecnologici e attrezzature sportive.