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27 Agosto 2020

Turbolenze per le compagnie aeree

American Airlines rischia di licenziare 19mila persone, in Uk i creditori decidono per il salvataggio di Virgin Atlantic e l'Italia pensa ad Alitalia

Il settore aereo vive un momento di difficoltà. Secondo le ultime stime della Iata, le perdite complessive delle compagnie nel mondo ammontano a 84,3 miliardi. Come sottolinea Mara Monti sul Sole24ORE, la stagione del trasporto aereo si annuncia ancora difficile perché prima o poi i sostegni pubblici sono destinati a terminare. American Airlines ha annunciato per ottobre il taglio di 19mila posti di lavoro, di cui oltre 17mila tra piloti, assistenti di volo e meccanici. Stesso destino per l’australiana Quantas dove i licenziamenti saranno 2.500, in aggiunta ai 6mila posti già tagliati a giugno. American Airlines sostiene che non ci sarà altra scelta se non saranno rinnovati gli aiuti governativi che fino a oggi hanno protetto i dipendenti. Gli ausili ricevuti finora dalla compagnia ammontano a 25 milioni di dollari ma per il terzo trimestre il vettore prospetta di ridurre della metà le operazioni di volo. I tagli al personale non erano inaspettati. A luglio il vettore a stelle e strisce aveva annunciato licenziamenti fino a 25mila unità, un numero che si è ridotto a 19mila grazie a uscite e congedi volontari dei dipendenti. L'estensione del programma di protezione approvato dal governo Stati Uniti dopo lo scoppio della pandemia a sostegno dei settori chiave potrebbe fermare i licenziamenti e i sindacati delle compagnie aeree hanno chiesto al governo di estendere la protezione salariale almeno fino al 31 marzo 2021. Dall'altra parte dell'oceano la britannica Virgin Atlantic, di proprietà di Richard Branson che ne controlla il 51%, ha invece ottenuto il via libera dei creditori per un pacchetto di salvataggio da 1,2 miliardi di sterline. Il piano, che era stato studiato a luglio, prevede che l'hedge fund statunitense Davidson Kempner Capital Management partecipi alla ricapitalizzazione mettendo sul piatto 170 milioni di sterline in liquidità. Cifra che dovrà essere compensata dal fondatore con altri 200 milioni (raccolti tramite la vendita di azioni dell'impresa nel turismo spaziale Virgin Galactic). I creditori sono circa 200 e hanno accettato il taglio dei pagamenti di circa il 20%. Con il fallimento della compagnia al contrario avrebbero tutto. Il ceo di Virgin Atlantic è ottimista ma 1,2 miliardi potrebbero non bastare per riportare in bonis il vettore. Tra le azioni già intraprese per salvare la società ci sono il taglio di 3,500 posti di lavoro e la chiusura delle operazioni all'aeroporto di Londra Gatwick a favore di Heathrow. Il passaggio successivo sarà l'approvazione finale del piano da parte del Tribunale, l'High Court di Londra. Delta Air Lines, tra i creditori della compagnia, aveva già fatto sapere di appoggiare il piano. La situazione di Virgin Atlantic, colpita anch'essa dalla pandemia di coronavirus, si era aggravata dopo che il governo locale aveva negato 500 milioni di aiuti statali e sovvenzioni per garantire i livelli occupazionali. In Australia nei mesi scorsi è stata trovata una soluzione anche per Virgin Australia che, in bancarotta, è stata rilevata da Bain Capital dopo che il concorrente Cyrus Capital Partners ha ritirato la sua offerta. Anche Branson potrebbe rilevarne una quota. In Italia a settembre scatterà la cassa integrazione per 1,453 dipendenti di Air Italy che inoltre ha deciso di mettere sul mercato l'aeroporto di Olbia. Mentre per quanto riguarda il rilancio della compagnia di bandiera, già in questi giorni potrebbero ricominciare gli incontri interministeriali tra i titolari di Trasporti, Lavoro, Economia e Sviluppo Economico per provare a disegnare il futuro industriale di Alitalia.

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