Private equity
24 Novembre 2020

Le autostrade italiane alle prese con le manutenzioni

Servono 40 miliardi e c'è il rischio che finiranno per gravare sulle tasche degli utenti

Le carenze manutentive nelle autostrade italiane a pedaggio valgono 40 miliardi di euro. Una cifra alta che sarà confermata solo dopo ispezioni approfondite e che qualcuno dovrà coprire, ancora non si sa chi. Tutto però fa pensare che parte del conto sarà a carico degli utenti, scrive il Sole24ORE. Solo le manutenzioni necessarie di Aspi, che gestisce metà della rete, costano 20 miliardi ma proprio l'attuale concessionaria è al centro della trattativa per l'uscita dei Benetton, cui dovrebbe subentrare per conto dello Stato Cassa depositi e prestiti, affiancata da Blackstone e Macquarie. Inoltre la società – emerge dall'ultima versione del Pef - ne propone solo sette di qui alla fine concessione nel 2038. Per arrivare a 20 si dovrebbe attingere ai 3,4 miliardi offerti in compensazioni da Atlantia e utilizzare una parte dei 14 miliardi previsti come investimenti. La manutenzione dovrà perciò spartirsi la cifra con le nuove opere. A ora è difficile quantificare la parte di fabbisogno che resta scoperta ma bisognerà decidere quanto gravare sui pedaggi, quindi sugli utenti, e quanto coprire con fondi statali. Sullo sfondo continuano le trattative con la cordata Cdp-Blackstone-Macquarie che entro il 30 novembre dovrebbe fare un’offerta vincolanteAl centro della questione c’è la manutenzione cosiddetta evolutiva, diversa dalla quella pura. La prima viene remunerata in tariffa, apporta vere e proprie migliorie alle opere e comprende lavori ad esempio per mettere in sicurezza viadotti e gallerie. La seconda si occupa di operazioni ricorrenti come ripristini superficiali e puliture. Si rischia però di passare per migliorativo anche ciò che è solo recupero di omissioni e quindi sarebbe giusto mettere a carico del gestore invece che degli utenti con rincari e pedaggi. Si decidono proprio in queste settimane i rincari dei pedaggi 2021. A seguito dei rilievi dell’Autorità dei trasporti, secondo quanto ricostruito dal Messaggero, il cda di Aspi ha approvato la nuova versione del Piano economico finanziario, noto come Pef, e l’ha inviata al governo. Così come richiesto dall’Autorità la crescita tariffaria scenderà sotto l’1,75% annuo.

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