Torna in auge l'ipotesi di ipo per Sia. La conferma arriva dall'amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante che, a margine di un convegno, ha dichiarato che la quotazione in Borsa è l'opzione più accreditata per la società di pagamenti (di cui Poste è azionista). Sembra invece farsi sempre meno probabile la fusione con Nexi, un matrimonio molto gradito all'ex esecutivo giallo-verde. Del Fante inoltre si è detto soddisfatto di come sta andando l'azienda, in riferimento al closing con cui Cdp Equity e Fsia Investimenti hanno formalizzato l'acquisto delle quote detenute da F2i, Hat, IntesaSanpaolo e Unicredit. In seguito agli spostamenti nell'azionariato Cdp e Poste possiedono la maggioranza del gruppo di pagamenti: in particolare la prima detiene una quota del 25,6% mentre Fsia, partecipata da Poste, è salita a oltre il 57%. Sia eroga servizi relativi ai pagamenti in 50 Paesi; nel 2018 ha realizzato un fatturato di 614 milioni di euro, in crescita rispetto ai 567 del 2017, mentre per il 2019 sono attesi ricavi per 700 milioni di euro.