La giunta della regione Sicilia ha approvato il “Programma di sviluppo del turismo termale”; è il primo passo per acquisire una struttura ad Acireale, riqualificarla e rilanciarla. In questo modo, dicono gli amministratori, si potrà diversificare e destagionalizzare l'offerta turistica dell'isola. Le terme di Acireale vennero chiuse nel 2015 per problemi finanziari e sono state messe all'asta per quattro volte. Le prime due nel 2018 con una procedura giudiziale promossa dal tribunale di Catania a fronte delle istanze dei creditori, tra cui il fondo Cerberus che era subentrato a Unicredit nel credito vantato nei confronti delle Terme. Le seconde tra giugno e luglio di quest'anno. All'asta, che aveva una base di 13 milioni di euro, avrebbe già dovuto presentarsi la regione Sicilia bloccata però dalla burocrazia. La volta scorsa non arrivarono in tempo le autorizzazioni del dipartimento Credito e Finanze e dell'ufficio Legislativo e Legale della Presienza. Ora ci sono e l'assessore dell'Economia Gaetano Armao potrà formalizzare un'offerta ai liquidatori con un importo anche inferiore del 30% rispetto alla precedente base. La regione per ora non ha acquistato ancora nulla ma la delibera della giunta al “Programma di sviluppo del turismo termale” dà il via libera ad Armao per trattare con i liquidatori della società di gestione Terme di Acireale spa per l'acquisto di due immobili. L'impianto acese, insieme al complesso di Sciacca, saranno gli elementi costitutivi del nuovo Programma.