Dopo la bocciatura delle autorità di Pechino alla quotazione del secolo, Jack Ma potrebbe dover aspettare almeno sei mesi prima di poter ritentare lo sbarco in Borsa con la controllata fintech Ant. Si tratta però solo di una indiscrezione che è apparsa sul portale QQ.com(riportata dal Sole24ORE) e addirittura secondo altre fonti questo non sarebbe un semplice rinvio ma uno stop vero e proprio. Per ora non ci sono certezze. Pochi giorni prima della quotazione c'è stata una stretta regolatoria che ha fatto saltare l'operazione. Lo scorso lunedì la Banca Centrale ha pubblicato una bozza di regolamento stabilendo che gli istituti di credito on-line in Cina dovrebbero finanziare con fondi propri almeno il 30% delle somme erogate. La regola danneggia il modello di business del microlending di Ant che dal 2018 non agisce più come prestatore diretto ma come agente delle banche a cui fa pagare una commissione tecnologica per l'accesso al cliente e la valutazione del merito creditizio, spiega Repubblica. Attualmente Ant ha a bilancio solo il 2% del monte prestiti erogato e salire al 30% vorrebbe dire aumentare le riserve di capitale a discapito della profittabilità. Tutto comunque fa credere che se ci sarà un nuovo tentativo di Ipo, la sua dimensione sarà minore e Ant prima di tornare sul mercato dovrà fare dei cambiamenti alla sua organizzazione e al modello di business.