Da tempo i tifosi possono acquistare, attraverso piattaforme online di crowfunding, piccole quote della squadra sportiva amata per supportarla e il coronavirus potrebbe dare una accelerata a questa pratica. Lo stop delle attività agonistiche ha mandato in crisi i bilanci delle società sportive che, come forma di approvvigionamento alternativa al canale bancario, potrebbero emettere equity oppure minibond da far poi sottoscrivere ai supporter, a partire da piccoli importi. La crisi di liquidità colpisce anche le grandi squadre di Serie A tanto che fondi di private equity e banche d'affari si sono proposte per fornire loro capitali. Sempre nel massimo campionato di calcio italiano in passato club che hanno raccolto denaro tramite azioni e obbligazioni in Borsa sono state Juventus, Roma e Lazio e Inter. Mentre realtà più piccole come il Pescara, Frosinone, Parma, Carpi e Pordenone si sono attivate nel raccogliere denaro attraverso piattaforme web di crowdfunding. L'Italia è la quarta realtà in Europa dove la pratica è più diffusa. Prima di lei Francia e Germania. Al primo posto c'è invece il Regno Unito con gli Wasps e Harlequins nel rugby, oltre a Stevenage, Portsmouth Fc, Fuiham, Bradford City e Crystal palace nel football. Due le modalità: emettere equity (capitale di rischio tramite azioni o quote societarie) oppure mini bond. Con l'equity crowfunding i tifosi possono acquisire diritti patrimoniali, voto nell'assemblea dei soci, oltre che sconti su merchandising e abbonamenti. Per quanto riguarda i prestiti obbligazionari, grazie a una delibera Consob dell'ottobre 2019 le società sportive possono raccogliere fino a otto milioni anche attraverso piattaforme web. Questi strumenti sono rivolti a investitori professionali ma anche a piccoli risparmiatori seppur a determinate condizioni. Per questi strumenti poi c'è la possibilità di quotarli nel segmento di Borsa italiana ExtraMot Pro Cube destinato alle emissioni che non superano i 150 milioni di euro.