Con il nuovo Governo si torna a parlare del destino di fusione tra Nexi e Sia. Secondo quanto scrive Mf – Milano Finanza con l'attuale esecutivo pare più difficile la nomina di Massimo Sarmi alla guida di Sia che invece sarebbe stata una propedeutica alla fusione. Il precedente Governo, scrive il quotidiano, si era dimostrato favorevole alla fusione tra i due gruppi attivi nei pagamenti elettronici ostacolando invece le mire della francese Atos. L'operazione era attesa per l'autunno quando alla guida di Sia, controllata da Cassa depositi e prestiti, sarebbe dovuto andare Sarmi, già amministratore delegato di Poste. Il timing dell'operazione era scandito dal rimpasto nel cda di Sia previsto dopo l'uscita dal capitale di F2i e che ha di fatto consegnato la maggioranza dell'azienda a Cdp (con una partecipazione del 57,7%). Per Sia rimane comunque aperta anche la porta dell'ipo. Il ministero dell'Economia è azionista di maggioranza di Cdp con una quota del 82%. La nomina dei vertici delle sue controllate passa sicuramente sulla scrivania del ministro Roberto Gualtieri. Entro il mese di ottobre ci sarà il via libera di Banca d'Italia al passaggio di quote da F2i a Cdp, poi si potrà capire quale sarà il ruolo di Sarmi.