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Brexit: ecco cosa può succedere

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Tra poco meno di un mese la Gran Bretagna conoscerà il suo destino: resterà all’interno dell’Unione europea, oppure inizierà un lungo e tortuoso percorso di negoziati con le autorità di Bruxelles per definire un nuovo status? Gli interrogativi che Brexit pone sono diversi e di difficile interpretazione. La divisione Gb di PwC ha dato vita ad uno studio, commissionato dalla Cbi (la Confindustria britannica), che fornisce un’analisi quantitativa delle possibili conseguenze economiche legate a tre scenari post voto.

Il primo scenario prevede che Gb e Ue riusciranno a siglare un accordo di libero scambio (Fta – Free trade agreement) entro cinque anni dal voto; il secondo, cosiddetto Wto scenario, immagina un contesto in cui i colloqui risulteranno più difficili e gli scambi commerciali tra le controparti dovranno essere regolamentati sotto l’egida del Wto (World trade organization); l’ultimo scenario, invece, ipotizza che i cittadini britannici voteranno a favore della permanenza della Gb nell’Ue.

Tra i risultati più significativi messi in luce dallo studio emerge come, in caso di Brexit (scenari 1 e 2), il Pil Gb nel 2020 si attesterebbe su un valore tra il 3% e il 5,5% più basso rispetto allo scenario 3 di permanenza nell’Ue. Quindi, una perdita di 55-110 miliardi di sterline rispetto al Pil a valori del 2015.

Nonostante il fatto che l’incertezza si ridurrà nel lungo periodo, anche prendendo in considerazione come target uno scenario che arriva fino al 2030, tuttavia, le stime dello studio prevedono comunque una perdita di 1,2% - 3,5% di Pil rispetto alla permanenza con una perdita stimata intorno ai 25-65 miliardi di sterline.

Valori negativi che si rifletterebbero anche in termini di Pil pro capite. La stima prevede che i valori, negli scenari di exit rispetto a quello di permanenza, scenderebbero tra lo 0,8% e il 2,7% nel 2030 anche se, nel breve periodo, l’impatto potrebbe essere di gran lunga superiore.

Anche le prospettive che prendono in considerazione il fattore occupazione non sono tra le più rosee; lo studio, infatti, sottolinea che in caso di Brexit, nel 2030, i livelli di occupazione si potrebbero contrarre di circa 1,7% e 2,9% rispetto allo scenario 3, con una perdita tra le 300 e le 600 mila unità lavorative.

A questo punto, non resta che attendere il voto. To be continued…

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