Menu
PWC

L’Ipo non piace alle startup

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Le startup guardano con sospetto all'Ipo. Da una indagine pubblicata su Il Sole 24Ore, solo il 16% su mil,le la considera una strategia opportuna contro il 53% che preferisce optare per un’operazione di acquisizione. Nonostante ciò guardando al 2017, a fronte a 134 Ipo di startup, sono stati raccolti oltre 15,1 miliardo di euro. A trainare la crescita rispetto al 2016, sono le piazze asiatiche, in particolare quella del Giappone e della Cina, che in totale registrano il 72,4% delle operazioni. Gli Usa pero mantengono il primato per quanto riguarda il valore finanziario di queste. I numeri sono alti, ma non grazie alla presenza di un trend diffuso, bensì grazie a poche operazioni corpose. Infatti secondo un’indagine della società PwC, in assenza di Snapchat il bilancio americano sarebbe sceso da 4,9 miliardi a 480 milioni. Inoltre, non hanno ancora pensato alla quotazione grandi imprese come Uber, Airbnb, SpaceX di Elon Musk. Le ragioni principali di questa scarso entusiasmo verso l’Ipo sono due, secondo Johan Van Der Biest, senior fund manager di Candriam Investors Group: da un lato la tendenza dei colossi tech a inglobare i concorrenti più piccoli prima che possano considerare la via del mercato, dall’altro c’è la resistenza culturale delle startup che vogliono evitare i costi di una quotazione. Tutto ciò ha luogo mentre gli investimenti dei fondi di capitale di rischio salgono a 27 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2017, rispetto ai 23,8 del 2016.

Condividi su:
Iscriviti per ricevere la nostra newsletter