Snapback, la startup che ti fa usare lo smartphone senza toccarlo

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Si chiama Snapback, è nata nel dicembre del 2013, poi è stata incubata presso l’acceleratore di Roma, Luiss EnLabs e oggi ha sede a Roma e a Londra. La startup sviluppa interfacce per applicazioni a basso carico cognitivo, cioè utilizza soluzioni per dispositivi usati quando si è in situazioni in cui il grado di distrazione è alto, per garantire prevenzione, sicurezza e aiuto nello svolgimento di particolari attività. I fondatori, Ester Vigilante, Claudio Capobianco e Giuseppe Morlino, hanno pensato che la comunicazione non deve portare a situazioni di pericolo ed è quindi necessario garantire la possibilità a tutti, grazie a semplici gesti e comandi sonori, di attivare device come smartphone, tablet o glasses indossabili, in tutta sicurezza. La tecnologia Snapback funziona senza hardware e periferiche aggiuntive e non consuma molto, perché sfrutta i sensori già presenti sul dispositivo utilizzato. A inizio 2016, Snapback sta chiudendo i primi accordi commerciali, tra cui quello con Enel e nel frattempo sono arrivati i primi finanziamenti e riconoscimenti, come la vittoria al bando INCENSe (INternet Cleantech ENablers Spark) e l’accesso ai fondi Smart&Start di Invitalia. In più la startup ha chiuso un round di investimento con LVenture Group e ha vinto la selezione italiana del concorso Start Tel Aviv, promosso in tutto il mondo dalle ambasciate di Israele. Snapback è stata, inoltre, selezionata da Cognicity, hub londinese punto di riferimento in Europa per chi fa innovazione e si occupa di smart cities.

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