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36 milioni in 30 secondi: Brave Browser e una ICO di successo

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Brave Browser vuole creare un sistema di gestione della pubblicità online che misura l’attenzione degli utenti verso un banner pubblicitario alternativo al vecchio click. Per raggiungere questo obiettivo ha raccolto 36 milioni di dollari direttamente dagli investitori in circa 30 secondi, grazie ad una ICO (Initial Coin Offering), emettendo delle monete digitali, le cosiddette cryptovalute come Bitcoin o Ethereum. L’ICO è un mezzo non regolamentato attraverso il quale può essere finanziata una startup, che usa questo strumento per aggirare il processo rigoroso per richiedere risorse finanziarie in banca oppure ai venture capitalist. Le ICO non sono ancora regolate per due motivi: è un settore nuovo e il legislatore è sempre arrivato dopo la tecnologia e l’azienda non vende un pezzo di se stessa. Chi ha sottoscritto questa ICO di fatto ha acquistato una moneta digitale che verrà utilizzata per far funzionare un sistema basato su contratti intelligenti: “Se l’utente X guarda il video per Y secondi trasferisci una somma Z a Brave Browser”. Le regole sono pubbliche e questo rende affidabile tutto il processo appenda descritto perché nulla può essere manipolato e la caratteristica alla base della tecnologia di Bitcoin stabilisce che l’algoritmo è diffuso in rete. Per modificare lo Smart Contract, bisognerebbe essere in grado di modificare l’intero Internet senza che se ne accorga nessun programmatore, nessun hacker e soprattutto nessun concorrente.

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