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Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Il calcio continua a piacere anche se aumentano i costi di questo mondo. Il report, elaborato da PwC, fornisce infatti un focus sulle attività professionistiche, dilettantistiche e giovanili del settore, unitamente uno sguardo sportivo-mediatico-commerciale ed economico-fiscale-previdenziale. Nella stagione passata risultano in aumento le gare disputate, che ammontano a 184 rispetto alle 171 dell’anno passato con un’affluenza media pari al 41%. Molto significativo risulta essere anche il livello di internazionalizzazione, considerando che il 65% delle partite giocate dalle nazionali italiane, all’interno del periodo, sono state disputate all’estero, con un audience cumulata mondiale superiore a 1,1 miliardi di spettatori. Il movimento economico complessivo del calcio italiano produce un giro d’affari stimabile in circa 13,7 miliardi di euro, in crescita del 50% negli ultimi 10 anni. Nonostante questo, dalla ricerca emerge una leggera diminuzione degli atleti professionisti, che passano dai 14.447 del 2010/2011 ai 12.211 del 2014/2015, seguita parallelamente da una riduzione del valore aggregato della produzione (diminuito per la prima volta dopo tre stagioni) che si attesta a 2.625 milioni di euro. La maggiore incidenza sul valore della produzione è legata principalmente ai diritti Tv, che passano dal 37% del 2014 al 42% del 2015, grazie ai buoni risultati ottenuti dalle squadre italiane nelle competizioni europee. Segno negativo, invece, per le cessioni dei diritti sui calciatori che calano del 28% passando da 528,2 a 380,8 milioni di Euro. Inoltre, sotto il punto di vista dei ricavi di vendita si monitora una crescita pari al 2,1% e dei ricavi da stadio del 18,4%, a fronte, però, di un incremento dei costi del 2,8%, causa di una perdita netta aggregata, in significativo peggioramento, pari a 536 milioni di Euro. In ragione, quindi, delle performance reddituali negative del settore, il patrimonio netto aggregato del calcio professionistico diminuisce drasticamente dell’86,4%, passando da 273,4 a 37,2 milioni di Euro.

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