Il rilancio del Sud passa anche dal private equity

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Si è tenuto ieri, a Napoli, il convegno “Italy is now and next! Impresa, venture capital e private equity nel Sud del Paese”, organizzato dal Governo in collaborazione con Confindustria, che ha visto la presenza dei Ministri Pier Carlo Padoan (Mef) e Claudio De Vincenti (ministero coesione territoriale e il Mezzogiorno), del Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, del Sottosegretario allo Sviluppo Economico e al Commercio Internazionale, Ivan Scalfarotto e del Direttore Generale di AIFI, Anna Gervasoni per parlare, insieme a imprenditori e investitori delle possibili manovre per il rilancio del Sud. Il tema principale del convegno di ieri è stato che al Sud non mancano le imprese innovative, ma bisogna motivarle ad aprirsi alla presenza di investitori istituzionali. Durante il dibattito sono stati presentati dalla Professoressa Gervasoni alcuni dati sull’impatto economico del private equity e venture capital in Italia, estrapolati da un’analisi realizzata da PwC su un campione di 476 disinvestimenti effettuati nel periodo 2005-2015. Dalla ricerca emerge che le aziende partecipate dal private equity hanno registrato performance migliori rispetto sia ai dati nazionali sia ad altre aziende italiane con caratteristiche simili. In particolare, in termini di numero di addetti, le aziende private equity e venture capital backed hanno registrato una crescita annua del 4,9%, contro il -0,3% del campione di imprese comparabili, estratto dai dati di Mediobanca, e il -0,5% dell’occupazione italiana. Una ulteriore ricerca effettuata da AIFI su un campione di 16 società con sede al Sud o nelle Isole, estrapolate dal database del Private Equity Monitor-PEM® (su un totale di 25 aziende censite), oggetto di disinvestimento nel periodo 2006-2015, ha rivelato una crescita media annua del numero dei dipendenti tra il momento dell’investimento e quello del disinvestimento pari all’11%. Analizzando i dati sull’andamento del mercato italiano del private equity e venture capital, raccolti da AIFI e PwC, si evidenzia una crescita significativa nell’ultimo anno, quando è stato raggiunto l’ammontare più alto mai registrato (8,2 miliardi di Euro), grazie anche al crescente peso degli operatori internazionali, tornati a guardare con grande attenzione all’Italia. Nel 2016, tuttavia, gli investimenti realizzati al Sud sono stati solamente 31 (10%), per un ammontare di 129 milioni di Euro (2%). Estendendo l’orizzonte temporale di analisi dei dati relativi al Sud, si osserva che nel periodo 2009-2013, durante l’attività del Fondo High Tech per il Mezzogiorno, il peso nel mercato italiano del private equity e venture capital è cresciuto in modo significativo, passando dall’8% nel 2010 al 28% nel 2013, quando sono state realizzate 100 operazioni. Analizzando solamente gli investimenti initial di early stage realizzati da operatori privati, nel periodo 2005-2008, prima dell’entrata in vigore del Fondo HT, sono stati realizzati nelle regioni del Sud Italia 6 investimenti (considerando il numero di imprese oggetto di investimento), mentre nel periodo 2009-2013 sono state concluse 39 operazioni, di cui 26 solamente nel biennio 2011-2012. Alcune delle aziende presenti ieri a Napoli si sono già esposte al private equity, mentre altre sono ancora di carattere familiare. Sarà dunque una sfida per i fondi d’investimento (ieri erano presenti Permira, Muzinich, Principia, Vertis e Cinven) spingere il cambiamento di quelle società che ancora non si sono aperte al mondo del private equity. per leggere la presentazione completa di AIFI: http://www.aifi.it/studi-ricerche/interventi-altri-convegni/

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