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Gli unicorni cinesi volano alto nel ranking mondiale

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Come scrive Silvia Pasqualotto su Il Sole 24 Ore, gli unicorni cinesi stanno raggiungendo quelli americani sia per valutazione economica sia per importanza. Secondo la classifica stilata dal Wall Street Journal e dal Dow Jones Venture Source, che registra 167 unicorni in tutto il mondo, il primo posto è occupato dall’americana Uber (con una quotazione di 68miliardi di dollari), ma seguono al secondo e terzo posto le cinesi Didi Chuxing (il corrispettivo di Uber in Cina, valutata 50miliardi di dollari) e Xiaomi (produttrice di telefonia mobile, tablet e apparecchi di domotica, valutata 46miliardi di dollari); inoltre, sono 4 gli unicorni cinesi nella sola top ten. Il caso di Didi Chuxing è esemplificativo della competitività asiatica: la società, che già aveva acquisito la divisione cinese di Uber, ha di recente investito in Grab, startup malese che detiene il 95% del mercato del ridesharing nel sud-est asiatico e il 71% di quello delle auto private, bloccando qualsiasi velleità espansionistica della rivale americana nel continente asiatico. L’ambiente del venture capital in cui sono cresciuti gli attuali 47 unicorni cinesi è in vivace crescita: l’ammontare degli investimenti è passato dai 3 miliardi di dollari nel 2013 ai 31 miliardi nel 2016; inoltre, nel 2014 sono stati fondati 1600 incubatori per soddisfare le esigenze di un numero di startup che è passato da 9600 nel 2013 a oltre 12mila nel 2015.

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