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Il crowdfunding raggiunge il settore immobiliare

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Prima del decreto legge 50 del 24 aprile, le startup erano le uniche beneficiarie del crowdfunding e tale limitazione non permetteva di finanziare le imprese edilizie. Con il nuovo decreto, invece, si parla di piccole e medie imprese, e tale dicitura apre il campo a tutti i settori. Il primo progetto verrà finanziato su Wearestarting e permetterà di acquistare le quote di Altare Srl, società che si pone l’obiettivo di mantenere la produzione di vetro a livello artigianale. Non solo, si costruiranno luoghi espositivi, residenze in housing sociale, una scuola di formazione professionale e piste ciclabili. La raccolta sarà di 5 milioni di euro, il massimo previsto dalla legge. L’altro progetto, a Trento, è stato sviluppato dal Gruppo Bertoldi holding, che è il titolare del portale di raccolta Walliance. Si parla di un complesso residenziale composto da tre attici e tredici appartamenti, dal valore complessivo di 10 milioni e la raccolta sarà di circa 8oomila euro. Gli investitori potenziali possono essere suddivisi in due categorie: investitori abituali e digitali. I primi investono principalmente su prodotti finanziari e gradiscono diversificare con il settore immobiliare. I secondi, cercano in rete le migliori opportunità di business in linea con i loro interessi e investono anche piccole somme. Il crowdfunding, infatti, è uno strumento nel quale è preferibile avere tanti piccoli soci interessati al progetto, piuttosto che un pool ristretto di grandi investitori. Tale metodo è considerato un’alternativa al canale bancario anche se in realtà è molto di più: è un tassello che lo affianca e lo migliora, perché il capitale raccolto tramite sottoscrizione rafforza la posizione creditizia del soggetto promotore.

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