Menu
PWC

La linea sottile tra diritto all’oblio e diritto all’informazione

Private Capital Today
In collaborazione con:

PWC

Come scrive Umberto Ambrosoli in un suo intervento su il Corriere della Sera, iI diritto all'oblio è necessario per difendere l'individuo in un contesto dove il mondo digitale rende le informazioni accessibili a chiunque. Letteralmente è un “diritto a essere dimenticato”, un’espressione che va bilanciata con il diritto di manifestazione del pensiero (articolo 21 della Costituzione) e il diritto di comunicazione delle opinioni (articolo 11). L’equilibrio tra questi diritti deve passare per la tutela del cittadino, con la conseguente eliminazione della specifica notizia che lo riguardi in prima persona, in un contesto dove è difficile comprendere l’importanza del fatto al quale il cittadino ha preso parte, in virtù un opposto diritto all’informazione. Difatti, la divulgazione di notizie nello svolgimento dell’attività giornalistica presuppone la raccolta di informazioni relative ai soggetti ai quali le notizie si riferiscono e, se i fatti narrati sono oggettivi, il pubblico ha il diritto e l’interesse a conoscerli. In questo modo si crea una storia del tutto reale e corretta che non è altro che la narrazione di quanto accaduto. Questa storia può essere cancellata anche attraverso scorciatoie non istituzionali all'oblio, visto che esistono alcune società che ingannano l'algoritmo che determina gli esiti delle ricerche e rendono non rintracciabili alcune notizie. E la lotta tra i diritti prima citati, in questo caso, va a farsi benedire.

Condividi su: