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AIFI accoglie con soddisfazione la circolare di chiarimento dell'AdE sulla fiscalità del Leverage buy out

2016-04-05

Fondi di private equity, grazie anche ai chiarimenti dell’AdE e fondi di private debt, possono insieme dare nuovo slancio all’economia italiana

Milano, 5 aprile 2016 – Il Consiglio direttivo AIFI, riunitosi oggi, accoglie con soddisfazione la circolare dell’Agenzia delle Entrate che recepisce la richiesta dell’associazione di chiarimenti rispetto alla fiscalità dello strumento del Leverage buy out, cioè di quelle operazioni di acquisizione con indebitamento. La circolare fornisce informazioni e chiarimenti e afferma che la deducibilità degli interessi passivi è sostenibile sia nel caso in cui l’operazione di acquisizione con indebitamento sia posta in essere da un insieme di soggetti residenti in Italia, sia in presenza di soci/finanziatori esteri. Il testo delinea, poi, una mini guida e identifica prassi, modalità e temi da sviluppare in sede di controllo in presenza di strutture complesse con la partecipazione di soggetti residenti all’estero. Tali precisazioni, da tempo sollecitate da AIFI attraverso un’intensa attività di confronto con l’Agenzia, forniscono criteri fondamentali per limitare l’incertezza interpretativa. Rimangono, tuttavia, da chiarire alcuni aspetti relativi al trattamento fiscale dei fondi esteri.

“Grazie a questi chiarimenti, i fondi di private equity italiani e internazionali potranno utilizzare lo strumento con minori incertezze” dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI. “È un passo importante che renderà, specie se alcuni aspetti relativi ai fondi esteri vengano ulteriormente chiariti, maggiormente attrattivo il nostro mercato del private equity dove già ora il peso degli investitori internazionali è fondamentale e rappresenta il 66% del mercato totale se guardiamo agli ammontari investiti”.

Se diamo uno sguardo poi ai fondi italiani vediamo come negli ultimi due anni la raccolta di capitali internazionali è stata mediamente pari al 50% del totale. Questi numeri denotano come il settore sia attrattivo per i capitali internazionali e dimostra come ci sia stata una crescente attenzione verso le possibilità di investimento nel nostro Paese. Nelle operazioni di Lbo, si vedrà un importante ruolo dei fondi di private debt, nuovo strumento che sta muovendo i primi passi nella nostra realtà, essendo già ampiamente consolidato all’estero. Infatti, grazie anche all’impulso del Fondo italiano d’Investimento, che ha agito come anchor investor, da inizio 2016 sono 4 i fondi che hanno realizzato il primo closing. A oggi i fondi di private debt associati ad AIFI hanno raccolto complessivamente sul mercato 900 milioni di euro. Evidenziamo la complementarietà e le sinergie di mercato dei fondi alternativi che, alla luce delle indicazioni comunitarie contenute nella Capital market union, rappresentano una gamba fondamentale nel finanziamento del sistema imprenditoriale.

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