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AIFI presenta la prima analisi sul mercato del private debt

2015-03-02

I dati riguardano il mercato del private debt nazionale

Milano, 2 marzo 2016 – AIFI ha presentato la prima edizione dell’analisi degli operatori di private debt, punto di riferimento per il settore nazionale del mercato di debito. La metodologia utilizzata nella raccolta dei dati è uniformata a quella per il settore del private equity, che è in linea con quella internazionale.

Scenario

Nel periodo 2012-2015 il valore nominale totale delle emissioni di minibond ha raggiunto i 7,2 miliardi di euro. Complessivamente, le emissioni censite dall’Osservatorio del Politecnico di Milano sono state 78.

Operatori

Nell’analisi sono stati monitorati i 17 soci AIFI che svolgono attività di private debt, tutti operatori indipendenti, che rappresentano il 65% del mercato (costituito anche dagli operatori bancari e da altri soggetti). Il 77% degli operatori è costituito da soggetti domestici, mentre il 23% è rappresentato da operatori internazionali.

Raccolta

Il target complessivo di raccolta di questi operatori è pari a circa 4 miliardi di euro; se si aggiungono anche gli altri soggetti, non soci AIFI, si arriva a 5,5 miliardi. Dall’inizio dell’attività, avviata nel 2013, i soci hanno raccolto complessivamente sul mercato circa 600 milioni di euro. Se a questi dati aggiungiamo la raccolta degli altri operatori arriviamo a oltre 900 milioni di euro. Tornando ai dati dei soci AIFI, tutti i fondi hanno svolto attività di fundraising nel periodo 2013-2015; in particolare, 4 soggetti hanno realizzato il primo closing, mentre 3 operatori l’hanno raggiunto a inizio anno e ulteriori 5 sono in fase di chiusura in questi primi mesi del 2016. Guardando alle fonti della raccolta, sempre nel periodo 2013-2015, il 96% proviene da investitori istituzionali domestici, mentre il 4% dall’estero. Nella tipologia della fonte, il 49% del capitale è arrivato dalle banche, il 20% dalle assicurazioni e il 16% da fondi pensione e casse di previdenza. Per i fondi che hanno realizzato il closing nel 2016 ha giocato un ruolo importante il Fondo Italiano d’Investimento, che ha investito 90 milioni di euro.


Investimenti

L’analisi prende in considerazione due anni di attività (2014 e 2015) nei quali si sono registrate 46 operazioni, per un ammontare complessivo di 264 milioni di euro. In particolare, nel 2014, gli investimenti sono stati 15 per 107 milioni di euro, mentre nel 2015 c’è stato un incremento significativo, arrivando a 31 sottoscrizioni per 157 milioni di euro. “Possiamo finalmente affermare di aver avviato anche in Italia un mercato del private debt” – afferma Innocenzo Cipolletta presidente AIFI – “La strada è ancora lunga e serve un’azione mirata per rendere consistente questo mercato, che è fondamentale per la crescita delle pmi. Tra le altre sfide, ci sarà anche quella di attrarre in Italia i credit fund, sia nazionali sia internazionali, che iniziano a guardare con interesse al nostro Paese”.


2014

2015

N. Investimenti

15

31

Ammontare (mln euro)

107

157

(investimenti in private debt)

Strumenti

L’89% delle operazioni sono state sottoscrizioni di obbligazioni, mentre il 7% ha riguardato strumenti ibridi e il 4% crediti. Per quanto riguarda le obbligazioni, la durata media è poco inferiore ai 6 anni mentre sulle dimensioni delle emissioni, l’89% dei casi ha riguardato operazioni con un taglio medio inferiore ai 10 milioni di euro; solo il 3% ha superato il taglio dei 15 milioni di euro. Si può notare, inoltre, come nel 57% dei casi si è verificata la quotazione sul mercato ExtraMOT PRO contestualmente alla sottoscrizione, mentre nel 15% dei casi gli strumenti erano già quotati e il restante 28% ha riguardato strumenti non quotati.

Caratteristiche delle target

A livello geografico, come anche accade nel settore del private equity e del venture capital, la maggior parte delle operazioni è concentrata nel nord d’Italia (83%) seguito dal centro Italia (12%); in coda troviamo il sud e le isole con il 5%. A livello regionale, in Trentino Alto Adige, dove è attivo un veicolo focalizzato sul territorio, è presente il 26% del numero totale di società, seguito dalla Lombardia con il 17% e dal Veneto con il 14%.

Con riferimento alle attività delle aziende target, il 14% opera nel settore dei beni e servizi industriali, il 12% nell’energia & utilities e il 10% nell’alimentare, così come nell’elettronica. Per quanto riguarda la dimensione delle società, il 60% delle target ha oltre 250 dipendenti, mentre il 40% è costituito da pmi. Le imprese con meno di 50 milioni di euro di fatturato rappresentano il 21% del totale, rispetto al 69% di aziende con un fatturato maggiore.

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