Nel corso del 2012 sono state registrate nel mercato italiano del private equity e venture capital 349 nuove operazioni, per un controvalore complessivo pari a 3.230 milioni di Euro, corrispondente ad una diminuzione del 10% rispetto al 2011. Il numero di operazioni, invece, rispetto al 2011 ha visto un incremento del 7%.
La maggior parte delle risorse investite è stata destinata alle operazioni di buy out, con 2.069 milioni di Euro investiti, nonostante una diminuzione dell’8% rispetto all’anno precedente, seguite dagli interventi di expansion con 926 milioni di Euro (+37%).
In termini di numero, il segmento dell’early stage ha visto una crescita del 28% rispetto al 2011 e, con 136 investimenti, si è classificato al primo posto, superando per la prima volta l’expansion, caratterizzato da 131 operazioni (-6%).
Con riferimento all’attività di disinvestimento, nel corso del 2012 sono state dismesse 107 partecipazioni, un numero che segna un calo del 23% rispetto al 2011. L’ammontare disinvestito, calcolato al costo storico di acquisto, invece, è passato da 3.180 milioni di Euro a 1.569 milioni di Euro (-51%).
Considerando la tipologia di exit, in termini di numero hanno prevalso le cessioni a partner industriali (47% del numero totale), mentre la categoria Altro si è configurata come il principale canale utilizzato in termini di ammontare (33%).
Sul versante del fundraising, nel 2012 sono stati raccolti 1.355 milioni di Euro, dato che segna una crescita del 29% rispetto al 2011. I capitali raccolti sul mercato da operatori indipendenti sono stati 947 milioni di Euro (+36%).
Al 31 dicembre 2012, il portafoglio complessivo degli operatori monitorati in Italia risultava composto da 1.135 società, per un controvalore delle partecipazioni detenute, valutate al costo d’acquisto, pari a 20,2 miliardi di Euro.
Alla stessa data, le risorse disponibili per investimenti, al netto delle disponibilità degli operatori pan-europei e captive, ammontavano a 6,3 miliardi di Euro.
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